Piero Chiambretti: "La crisi sta cambiando la tv"

Il conduttore: "Pochi soldi, è finito un certo tipo di produzione"

Piero Chiambretti
Piero Chiambretti
La crisi economica ha avuto ripercussioni in tutti i settori della società. Non fa eccezione la televisione, dove da tempo si parla di 'fairplay finanziario'. La spiegazione a questi due termini la da Piero Chiambretti, intervenuto ai microfoni di Rtl 102.5, all'interno del programma "Password". "Cosa significa fair play economico? Vuol dire rimanere in mutande, molto semplice - ha affermato il conduttore con la sua classica ironia -. La crisi economica è partita dalle banche americane, ed è arrivata in Europa anche nelle nostre tasche. Sicuramente la prossima stagione tv pagherà dazio perché sono finiti i soldi, sono finite alcune produzioni, è finito un certo tipo di televisione".

Chiambretti ha vissuto sulla propria pelle il ridimensionamento intrapreso in questi ultimi anni dalle emittenti televisive. "Il Chiambretti Sunday Show è durato solo due mesi e mezzo perché erano finiti i soldi - ha ammesso il presentatore piemontese -, il Chiambretti Night finì perché le casse erano già vuote all'epoca. Quindi o restiamo a casa, o veniamo alla radio o vendiamo i dischi alla stazione. Io mi sono tagliato anche circa il 50% dell’ingaggio per darlo alla produzione - ha aggiunto Chiambretti -, ho preferito guadagnare di meno ma fare comunque il programma perché ci tenevo. Questo mestiere lo faccio per passione".

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